Prevenzione tumori fai da te possibile? Io ci provo..

Sulla base della disgrazia accadutami in famiglia, l’improvvisa morte di
mio padre a causa di un tumore al polmone, non fumatore, e non diagnosticato di
che tipo per impossibilità di raggiungere tramite biopsia le cellule tumorali ma
evidente neoplasia da tac, mi sono documentato su cure da cercare di poter far
fare a lui quando era ancora in vita e come prevenire mi sono imbattutto in
varie fonti, sia di cure a base di erbe,sia di bicarbonato di sodio già trattato
nel precendente articolo che melatonina.

Cari lettori vi riporti oggi una serie di alimenti e farmaci che sono
considerati anti tuomorali da fonti attendibii ed i miei consigli sulla base
delle mie ricerche oncologiche. Credetemi mi dovrebbe dare la laurea in
oncologia…  

Spezie anticancro

1) Curcuma


curcuma

La curcuma deve
le sue proprietà curative al proprio contenuto di curcumina.
La curcumina è stata utilizzata per realizzare un micro
impianto
 da posizionare
direttamente vicino al tumore per valutarne gli effetti terapeutici. Gli studi
condotti in proposito hanno evidenziato una riduzione significativa della
replicazione tumorale e del volume del tumore su modello animale. Per quanto
riguarda la prevenzione
del cancro
 nell’uomo, uno studio condotto
su 25 pazienti ha mostrato che la curcumina sarebbe in grado di bloccare
i processi pre-cancerogeni
. I casi di tumore sarebbero inoltre ridotti
nelle popolazioni che consumano curcuma ogni giorno o per lunghi periodi in un
quantitativo quotidiano compreso tra i 100 e i 200 mg. Uno studio del
2007, condotto in laboratorio su cellule cancerogene intestinali, ha mostrato
che un trattamento combinato con curcuma e chemioterapia risulterebbe
più efficace nell’annientare le cellule cancerogene rispetto alla sola
chemioterapia.

Leggi anche: Un
micro impianto a base di curcumina contro il cancro

2) Zenzero


zenzero

Lo zenzero,
come la curcuma, è una spezia molto preziosa. Lo zenzero fresco contiene gingerolo,
mentre nello zenzero essiccato troviamo lo zingerone,
responsabile della piccantezza di questa spezia. Si ritiene che entrambe le
sostanze presentino proprietà
antiossidanti
 e
antinfiammatorie. Per questo motivo potrebbero risultare protettive contro il
cancro, come spiega Bethany
Smith
, nutrizionista di Atlanta. Uno studio condotto
di recente in Thailandia ha posto sotto esame la citotossicità e l’attività
anticancro dello zenzero (Zingiber officinale Roscoe) ed ha condotto a risultati
promettenti per quanto riguarda l’impiego dell’estratto
etanolico di zenzero
 contro
un raro adenocarcinoma.

3) Pepe di Cayenna


pepe di cayenna

Il pepe
di Cayenna
 contiene capsaicina,
una sostanza nota come potente
antiossidante
. Alcuni studi condotti in laboratorio hanno dimostrato
che la capsaicina è tossica per le cellule tumorali. Uno studio condotto
dai ricercatori della Los Angeles School of Medicine della California University
ha rivelato che la capsaicina potrebbe risultare utile per limitare lo sviluppo
del tumore alla prostata. Gli effetti della capsaicina sul tumore alla prostata
sono stati in seguito approfonditi da uno studio condotto
in Spagna, presso l’Università di Alcala (Madrid).

Leggi anche: Pepe
di Cayenna: proprieta’ e utilizzi

 

4) Pepe nero



Avrete forse sentito parlare dell’opportunità di abbinare alla curcuma un
pizzico di pepe
nero
 per creare una
combinazione di spezie benefica. La base di questa affermazione si
ricollegherebbe ad uno studio condotto
dai ricercatori dell’University of Michigan Comprehensive Cancer e pubblicato
sulla rivista scientifica Breast
Cancer Research and Treatment
. Il pepe nero, in
abbinamento alla curcuma
, si è dimostrato in grado di inibire la
crescita delle cellule cancerogene legate al tumore
al seno
. Il pepe nero, di per sé, non ha avuto effetti negativi sulle
cellule sane. E’ molto semplice aggiungere un pizzico di pepe nero ai nostri
piatti. Si tratta di una spezia molto saporita, oltre che salutare, che può
aiutarci a ridurre il quantitativo di sale da aggiungere agli alimenti. Lo
studio in questione porta il titolo di “Targeting breast stem cells with the
cancer preventive compounds curcumin and piperine”.

5) Cannella


cannella anticancro

La cannella è una delle spezie più antiche e popolari. Gli studi condotti sulla
cannella riguardano in particolar modo le sue proprietà
anticancro
. I ricercatori del City
of Hope Cancer Center
 hanno
scoperto che l’estratto di cannella è in grado di interferire con una proteina
che aiuta i tumori ad assicurarsi una riserva di sangue e nutrimento che li
aiuta a crescere. Ora il team di ricercatori spera di poter approfondire e
confermare grazie ad ulteriori studi la capacità dell’estratto di cannella di
inibire i tumori.

Leggi anche: 5
super alimenti contro il tumore al seno

Erbe anticancro

1) Rosmarino


rosmarino

Il rosmarino è una delle erbe aromatiche più popolari da utilizzare in cucina.
Le sue foglie non sono utili soltanto per la loro fragranza caratteristica. Un
gruppo di ricercatori ha
scoperto
 le potenzialità
del terpene,
una sostanza estratta dal rosmarino, nel trattamento dei tumori con i farmaci
chemioterapici
 Adriamycin e
Velban. Grazie al terpene le cellule assorbirebbero meglio i medicinali
somministrati, dopo aver dimostrato resistenza in precedenza. Il terpene avrebbe
contribuito ad eliminare le cellule cancerogene o a ridurne la diffusione. Quiulteriori
informazioni sui nuovi sviluppi della ricerca sul terpene.

2) Origano


origano

L’origano contiene carvacrolo,
una molecola che potrebbe contribuire a ridurre la diffusione delle cellule
tumorali, agendo come disinfettante naturale. Questa sostanza è presente anche
nella maggiorana, nella menta, nel timo, nel basilico e nel prezzemolo. Marinare
gli alimenti con l’origano potrebbe essere utile per ridurre la formazione di
sostanze che possono incrementare il rischio di cancro (HCA) durante la cottura
della carne ad
alte temperature. Lo studio in
questione è stato pubblicato dalla Federation
of American Societies for Experimental Biology
.

3) Prezzemolo


prezzemolo

Il prezzemolo ha
attirato l’attenzione della
comunità medica per via del suo contenuto di apigenina,
una sostanza naturale che sarebbe in grado di prevenire
l’angiogenesi
, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni grazie a cui
il tumore può ricevere nutrimento. L’apigenina contenuta nel prezzemolo sarebbe
in grado di impedire alle cellule tumorali di alimentarsi, con un’azione simile
a quella del farmaco Avastin. Studi sugli effetti antitumorali dell’apigenina
sono stati pubblicati dalle riviste scientifiche Hormones
and Cancer
 e Cancer
Prevention
.

4) Timo


timo

Il timo presenta proprietà
anticancro
, con particolare riferimento all’olio essenziale estratto da
questa pianta aromatica. La citotossicità dell’olio
essenziale
 di Thymus
vulgaris
 è stata studiata in
relazione ad un tumore
della cavità orale
 che si
presenta nell’uomo. Lo studio in
questione è stato pubblicato dalla US National Library of Medicine, con il
titolo di “Cytotoxicity of Thymus vulgaris essential oil towards human oral
cavity squamous cell carcinoma”. Le conclusioni degli esperti sottolineano la
capacità dell’olio essenziale di timo diinibire
la crescita delle cellule tumorali
.

5) Aneto


aneto

L’aneto contiene
alcune sostanze benefiche denominate monoterpeni.
Si tratta di composti in grado di stimolare e di attivare la secrezione di un
enzima chiamato glutathione-S-transferase,
un potente
antiossidante
 che
sarebbe in grado di neutralizzare alcuni agenti cancerogeni, con particolare
riferimento ai radicali liberi. Inoltre, gli oli essenziali presenti nell’aneto
sarebbe in grado di stimolare la bile e i succhi gastrici, incoraggiando i
movimenti peristaltici dell’intestino.

Tra i farmaci vanno citati gli 
inibitori della pompa protonica, come

LANSOPRAZOLO, OMEPRAZOLO, ESOMEPRAZOLO,
  secondo
alcuni studi cancro si riproduce in PH acido ecco cosa dicono gli esperti:

 

Il dottor Fais è sicuro che tali anti-acidi (lui usa il lansoprazolo) possono
addirittura bloccare i tumori che sono diventati resistenti alla chemioterapia;
ma non riesce a trovare cliniche disposte ad avviare una sperimentazione clinica
su pazienti volontari; e ciò nonostante il dottor Fais non sia affatto un medico
«selvaggio», bensì un direttore dell’ufficialissimo Istituto Superiore di
Sanità, e più precisamente direttore del Dipartimento dei farmaci tumorali nel
suddetto Istituto. Dunque uno che, quando parla, dovrebbe essere ascoltato:
invece il dottor Fais s’è spesso lamentato anche sui media di «non riuscire a
trovare un ospedale disposto a provare a trattare i cancerosi coi soli
antiacidi», ottenendo al massimo che vengano usati insieme alla chemioterapia;
anche se adesso sembra che qualcosa stia cambiando in meglio (QeA With Dr
Stefano Fais – PPI and Cancer).

Tutti e tre i medici, l’americano Pagel e i due italiani, seguono lo stesso
razionale, del resto ben noto a tutti gli oncologi: il tumore prospera in
ambiente acido ed anzi lo genera attorno a sé, con ciò favorendo le metastasi;
le cellule normali infatti muoiono in quell’alto livello di acidità in cui il
cancro cresce. Dunque aumentare l’alcalinità dei circostanti tessuti, con il
bicarbonato o gli anti-acidi, contrasta il proliferare delle cellule tumorali e
pare che le obblighi ad auto-eliminarsi (apoptosi).

Anche le diete anti-cancro oggi raccomandate – abolizione della carne rossa, dei
formaggi fermentati e riduzione delle proteine animali in genere, rinuncia agli
zuccheri e carboidrati raffinati, e invece grandi quantità di verdura come
cavoli e broccoli – sono diete alcalinizzanti. Il sangue umano, se sano, è
lievemente alcalino (pH 7,4), e più è reso «acido» da diete carnee, meno bene
ossigena le cellule; il mare è alcalino decisamente (pH 8,1), le acque minerali
curative ancora di più (fra 9 e 11).

MELATONINA :

In base alle moderne
ricerche, la melatonina, prodotta dall’epifisi o ghiandola pineale, sembra
svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei tumori e allo stesso tempo
aiuta a disintossicare durante le cure chemioterapiche. Allora perché i medici
non la prescrivono?

A seguire vi proponiamo
un’intervista del 
giornale.it fatta
un paio di anni fa al prof. Lissoni, medico oncologo, ricercatore ed esperto di
ghiandola pineale, nella quale ci presenta il suo “punto di vista” per quanto
riguarda le cure anti-cancro, ufficiali e complementari, compresa la tanto
discussa terapia Di Bella.

Paolo Lissoni,
57 anni, oncologo e endocrinologo. Lavora all’ospedale San Gerardo di Monza dal
1985. È stato premiato dal National Cancer Institute di Washington per le sue
ricerche sulla ghiandola pineale, su questo argomento ha pubblicato 600 lavori.
Il reparto di oncologia di Monza è l’unico in Italia che offre, accanto alle
tradizionali, una terapia “complementare”.

– Ossia?

Il campo delle terapie
alternative anti-cancro
 (usate
in abbinamento a chemio e radio) è estesissimo: vischio, aloe, graviola, veleno
di scorpione, curcuma, mirra. Noi abbiamo dato la priorità alle sostanze
naturalmente prodotte dal nostro corpo. La ghiandola pineale producemelatonina e
altre quattro molecole derivate da aminoacidi. Sono molecole – fondamentali nel
regolare il sistema immunitario, nel dosare le endorfine (che danno benessere) e
nel favorire i processi di coscienza – che variano a seconda delle ore della
luce.

– Quindi proponete la
melatonina ai pazienti oncologici?


Si sa da anni che un ammalato di cancro produce livelli bassissimi di queste
sostanze prodotte dalla pineale, melatonina soprattutto. Tutti iprocessi
psico-chimici
 sono alterati
in chi ha un cancro.

– Date melatonina dopo o
durante la chemio?


Dopo e durante per ridurre la tossicità dei chemioterapici. La melatonina ha
proprietà antiossidanti, azione anti-proliferativa, potenzia il sistema
immunitario (accresce il rilascio dell’interleuchina 2 dai linfociti T),
contrasta la carenza di piastrine e la cachessia che sono la debolezza e il
dimagrimento tipici di chi fa una chemio…

– La scoperta di Luigi
Di Bella…


Esattamente, tutto il mondo deve essergli grato per questo. La melatonina mette
in moto almeno 20
meccanismi antitumorali

– Però non tutti gli
oncologi ci informano di questo…


Noi lo facciamo.

– Date la melatonina in
ospedale?


Anni fa sì, ora non più. La prescriviamo e si compra in farmacia fra i prodotti
da banco.

– Parliamo di Di Bella?

L’argomento mi coinvolge affettivamente. Negli anni Ottanta conobbiLuigi
Di Bella
, lo contattai per confrontare con lui i miei studi sulla
ghiandola pineale. Trovai un terreno comune ma i miei tentativi di conciliare le
due oncologie, la tradizionale e la dibelliana sono tristemente falliti…

– Come mai?

Da un lato c’è l’ottusità mentale dell’oncologia tradizionale che non conosce o
non vuol conoscere gli aspetti biologici, dall’altro la terapia Di Bella che ha
avuto (e ha) il grosso limite di non essersi espressa attraverso una
sperimentazione clinica.

– Però c’è chi guarisce
dal cancro con la Di Bella.


Non basta dire: uno è guarito. Quanti pazienti sono andati bene e quanti male?
Questa situazione va avanti da 25 anni. La multiterapia Di Bella deve seguire la
sperimentazione clinica che tutto il mondo segue. Sennò si fa confusione, non si
comprenderà mai l’efficacia della cura tradizionale rispetto alla Di Bella.

– Se fosse lei a
decidere come si comporterebbe?


Raccoglierei i dati e unirei le forze: ai malati che non rispondono alle cure
ufficiali darei la Di Bella.

– Quindi la proporrebbe
dopo che si è accertato il fallimento della terapia tradizionale, perché?


Potrebbe essere un modo per conciliare
le posizioni scientifiche
 e
per poter testare finalmente i risultati sul campo. Anche lei mi sta confermando
che ha raccolto molto storie di pazienti che dopo il fallimento della
tradizionale si sono trovati bene con la Di Bella…

– C’è un altro limite
del metodo Di Bella?


L’aspetto immunologico nella cura del cancro è noto da pochi anni, so che
Giuseppe Di Bella ogni tanto inserisce al cocktail anche le interleuchine 2
(sostanze prodotte dai linfociti T) per potenziare il sistema immunitario

– Un aspetto positivo
della terapia Di Bella (oltre alla melatonina?)


Il fatto di somministrare chemioterapici
a piccole dosi
 è stata una
geniale intuizione di Luigi Di Bella, oggi si inizia a praticare la “metronomica”
che significa appunto curare con dose minima di chemioterapici a intervalli di
tempo brevi.

– Piccoli dosi per
evitare il fenomeno della chemio-resistenza?


Questo aspetto va ancora studiato. Quel che è certo però è che le piccole dosi
non intossicano l’organismo e hanno effetti immunostimolanti e antiangiogenetici
(ossia impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari al tumore per
crescere).

– Allora pro o contro Di
Bella?


Non ha senso dire “pro o contro”, io direi: ognuno dia il meglio di sé e la cosa
funzionerebbe se il dialogo fosse solo scientifico, ma è chiaro che
entrano in gioco altri interessi
. La terapia Di Bella è la punta
dell’iceberg che dischiude una tematica immensa: il rapporto tra la scienza e la
cultura umana.

SECONDO IL MIO MODESTO PARERE NON MEDICO, CONSIGLIEREI A TUTTI
DI PRENDERE MELATONINA MEZZ’ORA PRIMA DI ANDARE A DORMIRE, UNA
PUNTINA DI BICARBONATO DI SODIO DISCIOLTO IN MEZZO BICCHIERE
D’ACQUA DOPO I PASTI PRINCIPALI, RANITIDINA INIBITORE DEI
RECETTORI H2 E PROTETTORE GASTRICO E LANSOPRAZOLO PRIMA DI
CORICARSI…. NON SONO RESPONSABILE OVVIAMENTE DELLE
CONTROINDICAZIONI DEI FARMACI, IO FACCIO COSI’, OGNUNO E’ LIBERO
DI FARE CIO’ CHE VUOLE E NON VOGLIO INFLUNENZARE NESSUNO.

Dimenticavo fatto strano fino a che mio padre assumeva lansoprazolo il tumore non è progredito in quanto a detta dei medici era li da almeno 2 anni…. combinazione della vita ?

FONTI GOOGLE.IT

by
Riccardo Raffi

 

 


Precedente Bicarbonato di sodio anti tumorale naturale sarà vero?