Ex consigliere comunale rimane senza vitalizio, “poverino”

Ha organizzato la sua vita sulla base dello stipendio di consigliere regionale e guardando al vitalizio che sapeva gli sarebbe, un giorno, spettato. Così, ha riconsegnato la casa assegnata dal Comune e ha preso un mutuo.

Mutuo che ora, a causa del taglio ai vitalizi decisi dal consiglio regionale del Lazio, afferma di non riuscire più a pagare: Peppe Mariani, ex consigliere regionale, eletto con i Verdi, poi passato alla lista civica, alla sforbiciata proprio non ci sta.

È tra gli ex consiglieri che hanno presentato ricorso al Tar, ma la sua non è una battaglia simbolica. E poco importa se il vitalizio, da 2.500 euro, non può certo dirsi una miseria. «Sono pronto a fare migliaia di ricorsi e a intervenire in danno a presidente e consiglieri che hanno firmato questa norma, un atto illegittimo e incostituzionale – spiega Mariani all’Adnkronos – Ho fatto politica come volontario per tutta la vita senza prendere soldi, ho fatto il consigliere municipale, poi, al consiglio regionale, sono stato il consigliere che ha fatto più leggi in assoluto, tanto che mi chiamavano ‘h24’».

Membro e presidente di commissione, «il mio era un impegno a 360 gradi: fare il consigliere regionale significa avere un reddito sicuramente sproporzionato, sapevo che alla fine del mandato avrei avuto un vitalizio, e mi sono comportato di conseguenza».

«Quando sono diventato consigliere regionale avevo un casa assegnata dal Comune di Roma e l’ho riconsegnata – prosegue – Ho preso un mutuo da 2.500 euro, ora prendo 2.500 euro di vitalizio, non riesco a pagare la casa, sto cercando di venderla e sono in grande difficoltà».

Mariani conviene che i vitalizi altissimi sono una cosa «offensiva», ma «quando hai un ruolo di alta dirigenza devi avere il giusto». «Io prima lavoravo in Ferrovie, ho bloccato la mia carriera per fare politica – osserva – Quando sono diventato consigliere regionale sapevo che avrei avuto un certo vitalizio e sulla base di quello ho organizzato la mia vita. Ora farò ricorso perché il taglio mi mette in difficoltà economica, devo vendere la casa. Bastava fare dei tetti e se si volevano fare risparmi si potevano fare in altri modi».

Ai tanti disoccupati o disagiati a cui farebbero gola molto meno di 2.500 euro al mese, Mariani risponde: «Per tutta la vita sono stato in mezzo a questa gente, ma la situazione va vista a 360 gradi. Il punto è che se hai un ruolo di responsabilità lo devi rispettare, io ho lavorato a tantissime leggi, feci io quella sul reddito di cittadinanza – conclude Mariani che è stato presidente della Commissione Lavoro, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Politiche Sociali – So quello che ho fatto, non ho mai commesso ruberie».

fonte il mattino.it

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